Fare il bucato: perché si dice così?

L’attività di lavare i piatti, viene definita “fare il bucato”…ma perché? Cosa hanno a che fare i “buchi” con la pulizia di panni?

Il termine sembra derivare da un antico sistema di lavaggio.
I panni venivano posti in un recipiente di legno, oppure di terracotta, che veniva poi coperto con un telo bucherellato chiamato ceneraccio. Il nome del ceneraccio deriva dal fatto che sopra questo telo veniva rovesciato un composto di acqua bollente e cenere di legna, utilizzata come un detersivo naturale.
Era quindi grazie al ceneraccio, questo telo “bucato”, che la pulizia dei panni era resa possibile…sempre seguita da una bella sciacquata nelle fontane!

Ovviamente questo non è l’unico modo di dire che affonda le sue radici nel passato.
“Fare la gattamorta” è una terminologia che deriva da una favola di Esopo, uno scrittore greco del VI secolo a.C.
Nel suo racconto, un gatto si finge morto per poter avvicinare i topi e catturarli…un atteggiamento subdolo, di qualcuno pronto a far tutto per raggiungere i propri scopi!

 

 

 

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